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Quando un selfie può essere fatale...

Quando un selfie può essere fatale... - RINO CERRITELLI

 

La paradossale storia di dodici persone

morte tragicamente per un selfie

inserto a cura di Ennui Paradopulos (Fonte Parent Society)

 

 

 

 

Viviamo nell’epoca dei selfie. Tutti amano scattare foto a se stessi e alcuni farebbero qualunque cosa per ottenere quel selfie speciale che potrebbe far emergere la sua identità persa in mezzo a una massa indistinta di selfisti anonimi. E' questa sposmodica ricerca dell'identità che conduce certe persone a perdere il buon senso e infilarsi in situazioni altamente rischiose dove la vanità prende il sopravvento persino su un sano istinto di sopravvivenza? E che piacere potranno mai provare nello scattare a se stessi simili foto se poi non potranno più postarle perchè sono morti?

In teoria un selfie non dovrebbe mai costare la vita a nessuno. E invece è ciò che sfortunatamente è accaduto a queste persone, tragicamente scomparse mentre cercavano di immortalarsi (letteralmente) con una foto. Ci dispiace per loro, ma nel compiangerle ci interroghiamo anche sul significato che sta assumendo la nostra fragile esistenza in questa epoca sclerotica, fluida e globalizzante. Perchè è diventato così importante postare immagini di sè sui social network? Fin dove possiamo spingerci per dimostrare al mondo di essere diversi, unici e speciali? Un selfie può bastare a dare senso alla vita?

Tutti i casi citati qua sotto sono vicende vere tratte da un'articolo apparso sul Parent Society. C'è qualcosa di sinistramente umoristico in ognuna di queste storie, quel tipo di umorismo un pò cinico e un pò folle che dovrebbe costringerci a riflettere sull'assurdità di quello che facciamo e di quello che stiamo diventando. Se non ci fosse la morte di mezzo, potremmo certo definire queste persone un pò sprovvedute, e ridere di loro come se fossero cadute in una pozza di fango o su una buccia di banana. Ma non è così purtroppo. Sono cadute, sì, ma un pò troppo in là, in un fosso dal quale non potranno più far ritorno. Semmai vogliamo riderci sopra, possiamo certo farlo, ma solo se riuscissimo a immaginare noi stessi al posto di ognuna di esse. Questo sì che potrebbe aiutarci a comprendere qualcosa in più su di loro, su di noi e sul senso della vita che facciamo.

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Sylwia Rajchel era una studentessa di medicina polacca di ventitrè anni che è caduta da un ponte per quasi 4 metri mentre si scattava una foto. Stava visitando Siviglia, in Spagna, e mentre camminava sul Puente de Triana si è fermata per scattarsi una foto. Sporgendosi dal parapetto, si è sbilanciata ed è morta. 

Xenia Ignatyeva aveva solo 17 anni quando è volata da un precipizio. Mentre scattava una foto sul ponte di una ferrovia a San Pietroburgo è improvvisamente caduta per 9 metri. Ha cercato di aggrapparsi ai fili dell’alta tensione ma è stata colpita da una scossa da 1.500 volt.

 
Una coppia polacca stava visitando il Portogallo quando è caduta dal bordo di una scogliera cercando di scattare una foto. I figli della coppia, di 5 e 6 anni, hanno visto i loro genitori precipitare nel vuoto. L’uomo e la donna avevano oltrepassato una barriera di sicurezza per scattare il loro selfie ideale.
 
Isabella Fracchiolla, una 16enne italiana, è caduta oltre la ringhiera di una scogliera. La ragazza era in vacanza a Taranto e non riusciva a inquadrarsi e per questo è precipitata nel vuoto per 20 metri. Portata in ospedale per un intervento chirurgico, i medici non hanno potuto far nulla per salvarla.
 
Un giovane ragazzo spagnolo di 21 anni è stato ucciso dalla scarica elettrica di un filo dell’alta tensione. Era salito sulla cima di un treno fermo per scattare una foto quando ha toccato un filo dell’alta tensione: è stato colpito da una scossa di 3.500 volt che l’ha ucciso sul colpo.

Abhilash, un uomo di 32 anni, è morto mentre tentata di girare un video a se stesso in cui fingeva di impiccarsi. Aveva intenzione di pubblicare il video su Facebook. L’uomo fingeva di avere serie intenzioni suicide, ma in realtà voleva solo girare una messainscena del siucidio.   
 
Oscar Otero Aguilar era un messicano che si è puntato una pistola carica alla testa per scattarsi una foto. Dalla pistola è partito un colpo che l’ha colpito alla tempia; quando la Polizia è arrivata sul posto, Oscar era ancora vivo, ma per lui non c’è stato nulla da fare.

Courtney Sanford stava guidando quando ha deciso di caricare una galleria di selfie su Facebook. Aveva anche aggiunto lo status “le canzoni felici mi rendono così felice”. Pochi secondi dopo aver pubblicato lo stato si è schiantata contro un camion. Lo scontro l’ha uccisa sul colpo.
 
Karen Hernández aveva soltanto 13 anni quando è morto cadendo nel fiume El Tunal a Durango, in Messico. La ragazzina stava cercando di scattarsi una foto quando è scivolata e annegata.
 
Edwin, 15enne di Chiyyaram, in India, è stato investito da un treno mentre cercava di scattare una foto al treno col telefono, quando è scivolato sui binari ed è stato colpito dal convoglio in transito.
  
Ramon Gonzalez, conosciuto come Jadiel, era un rapper portoricano. Stava visitando Rochester, a New York, e ha deciso di prendere la sua motocicletta e guidare scattandosi un selfie. In seguito Ramon, ha perso il controllo della moto ed è morto tragicamente.
 
Kelene Guiterrez era una 18enne morta mentre si appendeva alla porta di un bagno per scattarsi una foto. Gli articoli usciti dopo il fatto affermano che la ragazza era una fan di selfie scattati in luoghi bizzarri. Posando sulla porta, è caduta e ha battuto la testa sulla ceramica del wc. Non è sopravvissuta.
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Ennui Paradopulos
 
 
Per consultare le fonti:
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